CodiceDestinatario - Codice del canale

Id SdI
1.1.4
Obbligatorio
Ripetibile
No
Valorizzabile
Caratteri min-max
6 - 7
Formato
string - solo maiuscole o numeri

Identifica l'eventuale canale di trasmissione usato dal destinatario.

Esiste una lunga storia sul significato di questo nodo e differenti vedute sulla sua interpretazione.
Iniziando dal nome, in quanto molti lo hanno chiamato "codice univoco", che non rispecchia la natura di un nodo volto a descrivere un codice che identifica un canale di tramisssione SdI (il più delle volte un canale soap WEB service). Inoltre non è univoco perchè più destinatari possono avere lo stesso codice e per assurdo uno stesso destinatario può avere più codici ed usarli in alternanza (soluzione comunque assolutamente non suggerita).
Invece il nome che è stato dato al nodo, "codice destinatario" è attinente alla sua funzionalità, suggeriamo quindi di usare questo, noi lo abbiamo nominato anche "codice canale", ma deve essere intepretato come uno sforzo per trovare a tutti i costi un sinonimo.

Controlli

Nel caso sia specificato, viene prima verificata la lunghezza della stringa. Se è di 6 caratteri (caso in cui il destinatario è una PA) si verifica che il codice sia presente in IPA (database consultabile pubblicamente), se invece è di 7 caratteri viene verificato che sia presente nell'anagrafica di SdI (database non consultabile pubblicamente).
SdI scarta la fattura con id 00311 se il codice destinatario non è valido, con id 00312 se non è attivo.
SdI verifica anche la lunghezza della stringa, che deve essere di 6 caratteri in caso di versione FPA e 7 caratteri in caso di versione FPR, in caso contrario l'id dell'errore è 00427 (FeX id 122 e 123). Inoltre nel caso il nodo IdPaese (del cliente) sia diverso da "IT" viene verificato che il codice destinatario abbia il valore "XXXXXXX" (SdI id: 00313, FeX id: 190).

Valorizzazione

Per fattura alle PA specificare il codice destinatario (presente sulla commessa o sul database IPA).
Per fatture all'estero (dove l'IdPaese del cliente è diverso da "IT"), specificare "XXXXXXX".
Per le fatture ai privati, vi rimandiamo al titolo "Il nostro suggerimento" che trovate qua sotto.

Storia

Quando nel 2014 ha esordito la prima forma di fattura elettronica, ovvero quello verso PA, tale nodo doveva essere valorizzato necessariamente (in mancanza di indirizzo PEC) per non incombere nell'errore di scarto SdI id 00426.
Poco prima dell'avvento della fattura verso privati (quindi verso la fine del 2018) si sono accorti che tale errore era inadeguato perchè avrebbe comportato uno scambio inutile di codici destinatari tra aziende ed hanno abolito sul sistema questo errore, permettendo la codifica "0000000" anche se non specificato l'indirizzo PEC.
L'abolizione di questo errore è avvenuto sul sistema prima dell'effettiva entrata in vigore della fattura elettronica tra privati, ma è stato ufficializzato molto dopo.
Comunque a quell'epoca diversi articoli su internet avevano trattato questo tema per cercare di fermare l'inutile scambio di codici destinatari tra aziende.
Ciò nonostante il frenetico scambio di codici destinatari c'è stato, almeno inizialmente.

Come avviene l'indirizzamento al sistema

SdI ha provveduto ad un sistema ben strutturato per individuare il canale del destinatario secondo una diligente priorità.
In primis SdI cerca di identificare il destinatario tramite codice fiscale o partita IVA, quindi va a rintracciare il canale che l'azienda ha smarcato sul sito "Fatture e Corrispettivi" dell'AdE.
Se il destinatario non ha specificato il canale, allora la fattura va nel cassetto fiscale e la specifica da parte del fornitore del canale del cliente, servirebbe solo in questo caso, ovvero per evitare che la fattura vada nel cassetto fiscale.
Ma agendo in questo modo il cliente continua a rimanere ignaro dell'esistenza della procedura da effettuare sul sito "Fatture e Corrispettivi" e si ritroverà nel problema con il successivo fornitore che non specificherà l'indirizzamento.

Il nostro suggerimento

Specificare solo "0000000" per la fattura tra privati.
Il motivo è che, essendo stato abolito l'errore 00426, diventa inutile farci carico del rischio di ricevere un errore di scarto per un eventuale errore di trascrizione del codice destinatario o dell'indirizzo PEC.
Inoltre il codice destinatario o l'indirizzo PEC, possono cambiare in qualsiasi momento, quindi, qualora voleste specificarli, dovreste richiederli ad ogni transazione, con un conseguente carico di lavoro non trascurabile. Senza poi contare che spesso questi dati sono scambiati via email, con tutti gli errori di trascrizione che ne possono conseguire ...

Cosa fare se la fattura va nel cassetto fiscale del cliente

Nel caso noi non specifichiamo la modalità di indirizzamento e la fattura va nel cassetto fiscale del nostro cliente, siamo tenuti ad inviare in forma scritta un doveroso avviso al cliente. Non sono previsti ulteriori obblighi.